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Spettinata d’un ciclamino rosa
persiato del freddo vinto di rosso
come intima pelle striata al palpito
tesa d’ergersi e schiudersi d’umido

così come quando resisti ai cigli
dei respiri alle valli e ai mari d’oltre
e le cime dei seni turgidano
nascosto il fremito delle ali pronte

Per questo t’invasai e poi ti feci mia
perchè mi piace l’alito del cielo
quando s’incontra alla tua pelle vinta
e legge il tuo sorriso nei suoi pori

Ne lani l’aprirsi e aneli allo spoglio
ed i tuoi cespugli s’infittiscono
come di labbra assetate d’un bacio
che plachi la tua chioma di carezza

E ‘sì ti plano a me foglia per foglia
del mattino che denuda la sera
e della notte che sveste il suo giorno
‘chè di quello sfioro solo tu vibri

Sì mi piace il canto della tua resa
quando vittoriosa sbocci a te stessa
canti il desistere del resistere
e porgi la bocca che viaggio d’ape

francesconigri©27.12.2013

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