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Labbra a labbra di schiudersi a schiudersi
s’apre e si chiude e si gusta il temparsi
l’attimo vive le ciglia richiuse
e sboccia il domani che vi ricorre

Scorrono i fiumi ed i loro rivoli
le chiome sfociano i loro pensieri
i corsi ammarano le fonti in mare
e tutto saliva di onde e coste

Punta il punto della riva di sponda
lingua di scoglio di muschio e di sabbia
dove s’erge liquida in specchio d’acqua
la torre che barca il ritorno al golfo

È un remare di pelle che palpita
è un vogare di cuori carenati
le reti ai solchi fondi si filano
e di lì sale il sapore del frutto

Finito è già il tempo del suo inizio
e il gusto del sempre già ricomincia
ti sembra un anno che passa di riccio
e sa di polpa che d’intimo resta

Rivuole il battito che si velluta
come la seta che fluisce la goccia
e più lo cucio agli scampoli d’oggi
di più il rattoppo ne vuole il suo ago

francesconigri©30.12.2013

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