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Sempre più caro mi è questo passo
che tiburtina il collatino e spera
in tra i colli il tempo e la sua bellezza
a sfatare stagioni e i loro sensi

Lo giunsi di sfiato d’anno che passa
e sempre resta di cucito al cuore
come di viaggio che si sogna in vita
a fare eterno il suo andare al mondo

E lo giunsi qui lo giunsi il mio sogno
d’ogni verso di sangue e di lacrima
e i sampietrini sabbiano le notti
d’ogni statua che risudora grazia

Qui s’immana ogni dosso al viale lungo
come d’un mare che onda i suoi fondali
e il fiume e il suo scorrere a me ricorda
l’umido che persi d’una battigia

Poi il profumo del macero di foglie
e i castagni che vialano di frutti
e le luci e le tegole dei gatti
e le sponde che salgono alla foce

L’incanto si rifà incanto e mi fiata
l’estate riscrive i bagni di pelle
e dov’è freddo è solo un ventarsi
di quel nuovo che rilegge il di sempre

Che si fonda immortale il bell’amare
qui ove il cielo si tocca con un dito
a questo palpito affinato al suono
d’una rima che libera la rima

francesconigri©01.01.2014

Roma

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