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Il sogno prende il giorno
lo passa di fluire
e mai si ferma il cuore
cucito ai chiaroscuri
scorre i ponti e l’inarca

Non c’è cesello d’oro
che lo superi di archi
e ogni vociare vago
d’ogni zittire al vento
non ne tace il sibilo

Fiume e pelli conciano
di profumo l’umido
e ciò che è ormai desto
canta tra le sue piazze
viscoso di rinato

Fiumana densa e spessa
come il succo del darsi
si penetra ed avviva
dell’acre che s’aroma
dell’empirsi al perdersi

francesconigri©06.01.2013

Firenze

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