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In queste giornate piovose
ogni sella ripone il cielo
e ogni stagno più si cavalca
del respiro al mare che affiata

Vorrei bagnarmi d’una goccia
di quell’alito di quel golfo
dove d’anima fui isola
che continenta il mondo intero

L’amare è roccia sabbiata
e la sua groppa ti tallona
è la battaglia del galoppo
che sfiata di sangue libero

Angeli e demoni cantano
la sua luce e la sua saliva
e tutto ne cuce le ali
d’unica spuma d’onda bianca

E vorrei una sua goccia nuda
spoglio d’ombrelli e orpelli e borse
le chiome ai suoi riccioli sperse
d’orizzonti vaghi e salmastri

Si viaggia d’isola la testa
quando s’ama dell’impregnarsi
librata in cuore alle ragioni
ebbra di sale alle sue anse

francesconigri©14.01.2014

* L’amare è un viaggio (d’isola) della testa

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