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Ed ora
che gli asfalti hanno giunto gli angoli
e i tempi dei semafori si contano
come le altalene delle stagioni
che si passano di girovaghe luci
talvolta felpate di passi d’erba
altre di tramonti fermi allo sguardo
ed altre ancora di vento corso

Ora
che i fiumi viaggiano arrotati
delle lamiere dei ciottoli levigati
e i mari si respirano ai cieli
come una preghiera cristallina
del sale all’aria che lo dura

Ora
che ogni insegna scrive celata
un’ansa di ricordo e stizza
una fluminescenza di ruga
un luminare di fermento serale
e l’amaro dei fumi più si brina e rapprende
e i solchi delle vie si fanno respirare
e i brividi riconoscono i sospiri

Ora
voglio una sporta di pelle vera
da riempire dei lèviti di ciocche
catturare il vuoto e alitarlo di linee
camminarle di rotondo inconfinato
e baciare
baciare di danza di girandola
quando il soffio pora i petali e
gli spettri della luna cantano l’ampio
dell’amare che sogna ed osa

francesconigri©18.01.2014

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