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Frigge il tempo delle sue gocce grandi
si scrosciano d’intermittenti a fitte
come sera che si prolunga al giorno
di quei viali di nuvole d’inverno

Le finestre luminano i contigui
assorti a sè di vicino e lontano
e il tamburellìo dei vetri piovuti
dista di cortili d’atri imperfetti

Al di là oltre i varchi ed i portoni
le strade s’intersecano d’ombrelli
o di gambe bagnate di corrersi
tra pozzanghere di foglie rimeste

E resto qui con quell’idea d’un canto
che la pioggia regala al suo silenzio
penso il domani lavato alle rughe
e notano i rivoli tra i canali

Tra il denso e l’umido non muore asciutto
lo struggere d’amare che non passa
e se per poco m’affaccio di sguardo
saliva il cielo che mi piove dentro

francesconigri©19.01.2014

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