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Se non fosse per il cielo
che rovescia i letti freddi
disallineati mari
di crespi d’onde taciuti

che riva gli sguardi vaghi
e le battigie imbaciate
maree d’imbevuto
di gusci di frutti sparsi

Se non fosse per la pioggia
che gocciola di contrario
l’umido che si risacca
di passi su acque tesi

come nuvole all’inverno
a ricordare gli squarci
d’impossibile raggiato
che cammina i tempi sfatti

Se non fosse per quel fiato
che si oltra e non s’annotta
ti direi che non ti amo
ma più t’amo di rapito

francesconigri©22.01.2014

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