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E se tu leggi il lutto dell’inverno
retto d’accavallato al già descritto
come d’un libro che più non sorprende
ma che pur si sfoglia a ingannare pelle

invece vedo un brivido calzato
nero su chiaro come d’un inchiostro
e le sue paure alle dita mosse
da labbra a foglio di saliva in carta

Vedo la stretta del galoppo d’ampio
che ignora il fiato del suo giorno corto
e vive la notte del far l’amore
come il cuoio profuma la sua groppa

Siedi la posa del non so e del voglio
e viaggi di spronato il tuo tallone
del profumo che dice e che non dice
ma che timbra il ciglio d’alito in volo

Mi chiederai cosa ne so del dove
del dove il tuo inverno ti ha portata
tu puoi ingannare il dito o la saliva
sei quella notte d’ansa che mi vuole

francesconigri©25.01.2014

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