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Anche il mare piange
e i suoi singhiozzi cantano
tra alte e basse maree
i detriti delle lacrime

Perchè il mare ha un cuore
che piange il largo e la riva
i detriti e le bracciate
le carene e le traversate
gli approdi e i moli
le reti e i frutti persi

Li piange di sorriso
e di marosi
di pioggia bevuta
e di sole ingoiato
e il suo deglutire
è uno spasimo di fremito
quando tutto attorno ignora
la fatica della sua spuma

Anche il mare inciampa
inciampa nei pensieri
nel fluttuare di correnti
nei mulinelli invarcabili
e talvolta si perde
d’orizzonti illineari
confusi alle foschie
ai vapori d’acqua e cielo

In sè porta la terra
ed anche se ne fa letto
la sua posidonia di chioma
non basta al fondale
per profumarne le gocce

Forse più il sale sapora
quel non so che d’insipido
e d’inutile zavorra
delle alghe indigerite

Di sicuro il sale
lo colora al cielo
di quell’argenteo stellare
che fa del giorno il sogno
d’una notte in chiara luna

E se il salmastro
incontra le nuvole
tutto tempesta d’umido
ne mangia paziente i fulmini
e più ne viaggia l’incerto

Il suo coraggio conosce il migrare
e il suo migrare la fame
per questo il suo sguardo
è una bocca che canta la saliva
e bacia d’immenso
come un vuoto che si piena al pieno

Se lo umili ti sorride di ricciolo
perchè ha vissuto di schiaffo
il vento e le sue spade
e in ogni vela
ha soffiato le rughe
e cercato le mance dei tempi

Il mare ama
ama ferito di poco e di molto

Ha imparato il perdono
delle onde e delle risacche
e scogli e sabbie
lo esaltano di ricamo

Puoi come me ararlo
o detestarlo
o averne timore

Ma nulla più vale della semina
d’un cristallino
che risorge d’infinito

francesconigri©26.01.2014

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