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La porti sulle spalle e non ti pesa
sulle gambe la culli e pur ti culla
l’accordi la suoni e nel tempo scorda
la tasti e pizzichi e si fa musica

La porti di manico e più ti pesa
‘chè vuole abbracci in carezze di mani
la canti e ti sovrasta il sottofondo
l’arpeggi e ti s’avvocia l’interiore

Vibra di rette tese all’armonia
di unghie lunghe e corte ai polpastrelli
quasi d’una punta di piedi al bello
d’un cerchio scuro che s’affaccia in note

Cassa liutata di timbro e di legno
s’erge del suo ponte dell’avvitare
ma se la sproni è l’orizzontale
che linea il segreto pulsare d’ansa

È una chitarra innamorata e calda
si scolla se l’ignori o la maltratti
se l’usi può spezzarti le sue corde
ma resta il più bel legno della croce

francesconigri©29.01.2014

* Forza amico mio, suona ancora la tua chitarra..