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Per un attimo ho rivisto il grano
era di pioggia disilluso al freddo
d’una mattina d’inverno piagato
tra pozzanghere di salti sviati

Un vapore il suo colore alle rughe
come l’autunno che semina l’alba
ed apre le sue zolle per quei mesi
in cui radici bevono il domani

Disilluso e pronto al fremito caldo
come l’inverno che insegue il tramonto
e chiude i suoi arbusti di nudo legno
d’una linfa che segreta saliva

Segreta e pronta di manto scoperto
ai viaggi stellati in sogni piovuti
la notte del gelo che fa ricordo
del suo mangiare il grecale a ponente

Ogni attimo rivedo quel grano
diluvia di brina che vuole il sole
dove tutto al distillare silenzia
urla il fruscìo che parla di ciocche

Spettinato il tempo del gelo in grotta
ne groppa i rivoli e se ne fa chioma
fiuma le fonti e di risveglio trama
il letargo che non è mai del cuore

francesconigri©31.01.2014

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