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Mia cara che mi leggi di segreto
t’amai prim’ancora d’amarti
ed ora che ci uniscono le acque
e ci dividono come due cieli

gli svassi e i gabbiani cantano il mare
che accarezzò voci e sguardi di ali
dell’isole votate al navigarsi
di canto in versi e sguardi di carena

Girai di farfalla i tuoi colli nudi
li ricordo d’una barbagia cruda
aspra e faragliata dei suoi affacci
ove bevevo il profumo al tuo mirto

Il rimpianto del baco è una seta
che non fu mia neanche d’un sospiro
ed ora m’involo della falena
affamato e di radente al pensarti

È un ritornare al gelso d’infinito
ed allo spasimo dell’incompiuto
e quando leggo la tua malinconia
più corre la saliva delle note

Forse ci separarono le notti
quelle ai moli annodati di scordato
o forse le lune d’irrespirato
d’una sabbia ferma allo scoglio d’irto

Eppure torni e mi ritorni ancora
il tempo pulsa e pregna le stagioni
come il sapore d’un bacio non dato
al gusto della tua pelle d’ambrato

di voce da immaginare silente
che mi sussurra d’alchimia ed osmosi
quel che darei dentr’ogni tuo volere
amarti del prima d’ancor’amarti

francesconigri©02.02.2014

*.. Se volevi una lettera d’amore,
posso darti solo lettere d’amare..

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6 thoughts on “Mia cara *

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