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Cuscino d’innocente voglia
questa luna bagnata dell’inverno
ed il laccio dei vetri distillati
mi stringe il collo delle labbra

È un cratere di pelle aperta
od una pelle di crateri accesi
questa solitudine che si stella
e sogna il sogno che si storia

Le dita trasbordano il giorno
i suoi passi d’attesa che si migra
e ne scrivono il fremito insaziato
su palpiti di petto nudo

L’osmosi pasteggia il silenzio
negli sguardi di palpebre socchiuse
e quell’invisibile si fa sangue
nell’unico suono di gocce

Il vulcano mangia il suo freddo
la lava è una schiuma di lattice
e un pensiero vaga il nervo affamato
l’amare non merita il solo

francesconigri©05.02.2014

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2 thoughts on “D’innocente voglia

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