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E invece non ci dormimmo
e il letto del mare attese
come un profumo a mezz’aria
risacca del vento all’onda

Già c’è un fluire immobile
tra la battigia ed il cielo
lì la sabbia della riva
è una coperta in lacrime

Sa di spuma d’un baciarsi
e più del suo penetrare
se il piede annotta lo scalzo
delle correnti del giorno

Ma se d’un ciottolo solo
si scoglia il passo inmuschiato
il frastagliare è un taglio
che erode e non ammara

Stelo di reciso e fermo
adagiato e non slanciato
d’un odore bocciolato
che attira ma si rimane

La coperta è lì e giace
come una luna perpetua
a ricordare i suoi suoli
a stelle in viaggio di terre

Perciò regalo al mio sonno
un fiorito d’ogni notte
perchè il mio prossimo abbraccio
fondali un palpito in sale

francesconigri©06.02.2014

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