Home

image

Ho respirato il tuo respiro
ed ho compreso il soffio
quello dell’amare che vola e invola
e la lunghezza delle tue Ande
che vertebra dell’ovunque
quell’ovunque che intreccia
le piume ai mari

È un verticale ascendere
che orizzonta le scale delle distanze
e i gradini dei tempi sorridono
già
sorridono
sorridono al
solletico della nostra danza
e sono farfalle
tappeto di farfalle
d’una primavera di marzo

Se Puerto Cabello non
ti avesse ammarata
con tutta l’altezza
planata dalle sue alture
dei tuoi aliti pulsati
e delle tue vene schiomate
sino a queste terre
conservate dell’attenderti
in una conchiglia
di mari figliati
avrei bevuto l’oceano
tutto l’avrei bevuto
per questo ovunque
che midolla l’esserci

Essersi
essere d’amarsi
cos’è la spina
d’un tacco che scende e che sale
se non il guscio
del riccio di scoglio
e la sua polpa di lingue
che ad occhi chiusi gusti
solo pensando a un mio bacio

francesconigri©01.03.2014

Annunci