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Crespa
come le chiome delle onde libere
le loro scialuppe viaggiano i tuoi pensieri
della grazia del remo che le voga
e più le liberi e più ti liberi

Il viaggio è una ciocca spettinata
che sensa il verso al vento d’alito

Folta
come le maree che ti abitano
i flussi che le uniscono e
che sciolgono i tempi al tempo umido
quello che concentra il salmastro
quello che salmastra gli affluenti

Ogni fiume beve al tuo oceano
e gli stormi
s’adagiano affamati a pelo d’acqua

Forte
come l’inverno immerso
i suoi freddi tuffati di marosi
la loro corsa alle coste
il loro spalmarsi della
lunghezza
dell’orizzonte che rovescia l’alba

E il gabbiano ricanta lo stanziare
e le ali grandi abbracciate di molo

Allegra
come uno specchio di
cielo che azzurra l’otre
ambrata d’una
terra che mesce il sorriso dei
vigneti assetati di salsedine

E i tralci ti tendono gli acini
del peso della leggerezza del nettare

Decisa
come il vento che soffia i riccioli e
muschia gli scogli ai passi
perchè il tutto del tutto ti scivoli
e ti goda di braccia nuotanti e affidate

E i pori delle rocce ergono le battigie
della conta delle rene polpate di orme

M’intrecci e t’intrecci così
di questa primavera del mare
e profumi di spume e
mani bagnate di rive e
sapori del frutto desquamato
la tua carne è la chiarezza della pelle
e il denso del suo cuore

I palpiti hanno il suono
delle tue conchiglie al mio udirti
quando canti di questa schiusa piena

francesconigri©09.03.2014

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