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Sorrido a questa finta coda d’inverno
e comprendo i tuoi guanti
dalle dita nude

Petali grandi
sottili
appassionati
forti al vento come le tue ali
corollati di stelo alto
slanciato alle narici del tempo
teso al cielo d’estate
come una brezza di mare
che rinfresca e più asseta

Asseta e s’asseta
di tutta la sete
d’ogni pelle lanata

Per questo i tuoi palmi celano
le arsure dei geloni
e i nodi degli uncinetti

Viaggiarono le altitudini
e il loro migrare è tutto
tutto in un desiderio di carezza

Ecco perchè ti carezzai l’anima

Di mano piena
di guancia posseduta
come fossero le tue gambe
avvinghiate ai miei fianchi

I fiocchi di quegli sguardi
arricciano ancora i setti dell’impensabile
e il planare dei tuoi voli
è ogni luna dallo sguardo basso
sogno che s’annida
tra le cimase e i rami
di questa primavera tatuata

Marchiata d’indelebile
fiorirà il tempo
dell’unico e irripetibile

Lo fiorirà della tua seta
che rasa a me i suoi brividi
e le maglie delle tue mani
stenderanno i gemiti
nude
come quando dentro ti prendo
della stessa carezza sul tuo viso

francesconigri©24.03.2014

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