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E più s’allunga il giorno
più lo svestirei

Lo svestirei alla pelle nuda
quella dei petali che
vivono il sole e
le sue carezze
il vento
e i suoi fiati
l’umido
e le radici

Lo svestirei per
viverti
così come ti
cerco e ti ritrovo
tra i muretti e per i viali
lì dove questa primavera
scrive i suoi sbocci
incontrollati
incontrollabili
pieni ai colori
forti allo sventare

No
no amore
non lo vestirei della notte

La notte inchinerebbe i
punti delle stelle
i sogni avrebbero il
loro pizzo di luna
e l’abito del buio
così profumato di noi
di quel giorno che
ormai scrive le ore
cadrebbe al tocco
d’un sussurro di brezza

Quel brivido
quel brivido al fremito
di fremiti di spasimi
quel volerti del giorno
nel giorno
e prima
e dopo

Brezza
ebbrezza il saperti
il sapere il viverti
del poi che rigiunge
apre le
cerniere delle attese
e colmi

colmi dei tuoi pori schiusi
questo tatto attento che
spuma i tuoi sospiri

Il Tevere
che qui scorre questo giorno
e mormora questa notte
già canta alle sue sponde
le tue rive che
accarezzerò spogliandoti
di questo stesso giorno
e di questa stessa notte

francesconigri©05.04.2014

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2 thoughts on “E più s’allunga il giorno

  1. … E adesso…faccio un silenzio di riverenza, di quelli che si portano nel cuore appeso dai fili del ricamo delle tue parole, poeta. Questo stesso giorno, questa stessa notte e canto.

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