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Dove fu nera la pietra
dell’angolo sfiatato
al vento delle
solitudini fiatate e soffiate

dove i respiri cercarono
di cava
gli aliti degli orizzonti boscosi
e sognarono
di sguardi aperti
i prati di cielo dell’albero della vita

sul ciglio della spiga d’erba
sui pori incomprensibili prima
ed incompresi
della roccia scura che
vuole il nuvarsi
e l’azzurro
e le stelle
e i gradini dei piedi nudi
liberati

sul ciglio dell’anima
ritrovata
tenuta a me
ripresa a te
ti ho volato l’intreccio

dita alle dita
piuma a penna
penna a piuma

tra le cicatrici dei colori

E ti ho volata

e mi hai volato

E t’ho danzata virata
e poi planata

E m’hai danzato di giro
come la passione tenera
del tango
che cambia il passo

e poi mi hai cullato
ed hai cullato il
pianto del tempo

commosso
sgomento di librare
dei tempi all’oggi
il pieno alle tele
del domani svelato

E lo sguardo migratore
s’è ritrovato di cima
ed ha covato le miglia
alle pupille sazie

sulla chioma folta
d’un cielo pratato
su cui clorofilla
si radicò già dei rami

Era in me
era in te

Ora è in te
ed ora è in me

è nostro
quest’unisono volo che
ciglia le anime
di questo libero amarci
al paesaggio del mondo

Tutto è più creato
tutto più si crea

Anche le farfalle
a cui hai dato in pasto
il tuo sorriso di sposa

tra un filo d’erba
i tuoi fiori ricolti
la tua mano piena
e la mia saliva agli occhi

E il lago
appiedato al costone
ha ritrovato la sua casa
e il suo sentiero sensato

francesconigri©21.07.2014

Salsomaggiore, Località Pietra Nera

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