Home

image

Il buio spadella i sogni
e li unge ai desideri
la notte appresta il giorno
e si fiammella il gusto

tepora al letto ancora
quel sospeso alla saliva
che fa cantare il sonno
della fame della vita

s’aroma già il profumo
delle fragranze dischiuse
e tutto si fa festa
come il pasto della luce

Tra le mani impasti il chicco
quasi terra al suo mare
ma l’acqua al tuo soluto
è il sorso al parto del sole

Luce matura che frutta
polpa che si farina
il tuo nome è donna
che si ama a morso chiuso

quello che tiene e scioglie
il tuo croccantare i tempi
quello che papilla e serba
l’intimo tuo spumoso

e più rotondi il tatto
più ti pieno di salato
e se pure mi sei dolce
lo zucchero s’inchina

Plasmi l’aria come danza
d’un languido joropo
e se ti scorro alle dita
sei tu che tieni il passo

sei quell’anda che si esulta
del suo sorriso mite
e i caraibi cristallini
del gioco alle sue onde

per questo ovunque sei
mi tieni intavolato
e animi di quel gustarti
quel che sa di casa al sempre

Nulla e nessuno mai potrà
tra mondi nuovi o mura cinte
esiliare la libertà
d’amare che popola amare

francesconigri©06.02.2015

http://youtu.be/U0wb0nC8_6Q

image

Annunci

4 thoughts on “Ode all’arepa

  1. Fra, hai colto ogni profumo, gesto, sapore, e anche la gioia del cuore che abbiamo noi, i venezuelani, quando facciamo l’arepa. Hai fatto uno straordinario lavoro poetico e non solo, hai riportato perfettamente i momenti in cui ti vedo seduto davanti a me mangiando ad occhi chiusi l’arepa morbida, croccante, calda e fumeggiante che ti ho appena preparato tra sorrisi, amore e storie della mia terra. Un’altro tuo gesto d’amore che mi riscalda il cuore. Grazie, Fra mio, Fra mi corazón de arepa♥

    Mi piace

I commenti sono chiusi.