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Il poeta è cosmico

El Calendario Cósmico de Carl Sagan ~ El Rincón de la Ciencia y la ...

Il poeta scrive di sé, della sua anima, del suo cuore. Scrive della strada e per la strada che percorre. Scrive per mettere un paletto alla sua crescita interiore o alla sua difficoltà di crescere. Scrive per scattare un’istantanea di ciò che è e che di lì a poco sarà stato. Scrive per dipingere un quadro, abbozzare un disegno, strappare uno scarabocchio di ciò che visivamente si può rendere musica solo con le parole del cuore. Gli serve per quando risosta, per quando torna a ripensare alla direzione del suo cammino, per quando vive la gioia e ricorda il dolore e per quando vive il dolore e ricorda la gioia. In questo scrivere di sé il poeta scrive per l’altro. Scrive per chi ama, scrive per chi non ama. Scrive perché l’altro possa con lui crescere e assaporare nelle proprie soste ciò che anche il poeta ha vissuto. Il poeta condivide perché l’altro possa cogliere ciò che lui ha colto. E quando l’altro, che per il poeta è un altro sé, offre riscontro, il poeta si espande ed espande sempre più la propria scrittura. Si espande di cuore nel cuore, si espande lessicalmente facendo musica, si espande geograficamente, si espande nelle pieghe della storia. Il riscontro per il poeta è occasione di ulteriore crescita interiore. Per questo il poeta non vuole emergere. Non cerca adulazione. E’ riservato. E non è un esteta, non rincorre l’aulico vuoto e vano. Non cerca i complimenti inutili o la pubblicità a tutti i costi. Sa che di poesia non si vive nella vita reale ma sa che nulla nella vita reale vale più d’un mondo fatto poesia. Il poeta ha necessità interiore di espandersi in osmosi con l’altro. Il poeta è cosmico. Togliere al poeta la possibilità di confronto con l’altro è uccidere un’anima che vuole essere cuore.

francesco nigri

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La metafora poetica

El Ominoso Silencio de la Metáfora. (Narración) Por Ricardo ...

La metafora in poesia non è soltanto trasferimento d’immagine o sostituzione terminologica. È qualcosa di più.
Come il dipinto colora e la musica soffia nell’animo, la poesia con la metafora espande.
La metafora sta alla poesia come l’evocato dipinto attraverso i colori in pittura e soffiato attraverso le note nella musica. In più racchiude i colori del dipinto e la fluidità della musica. Perchè fa della parola e dei suoni di parole e versi pennello e cassa armonica.
La metafora in poesia è espansione del cuore. E più si espande più respira in e di profondità e spazi e tempo.
La metafora poetica non è quindi più solo evocazione nè narrazione. Può narrare evocando ed evocare narrando, ma va oltre. E quando va oltre s’espande della stessa espansione del cuore che la esprime. È la necessità d’un cuore che vuole condividere, confrontarsi, arricchirsi nel donarsi e nel mettere a disposizione d’altri i passi o gli inciampi.
E in questo, nel farsi poesia di metafora, quel cuore si fa parabola.
La parabola poetica è parabola del cuore che si espande nella metafora poetica. Nel valore intrinseco del dono disinteressato si parabola d’amare il cuore del poeta che utilizza la metafora per meglio colorare e fare musica del suo espandersi.
Ricco è quindi il poetare che non utilizza termini altisonanti o ridondanti o ricercati. Oserei dire quasi barocchi. Ricco è il poetare semplice e contemporaneo che viaggia negli spazi dell’anima e in quelli geografici, che si fa padrone del tempo nel governare e interpretare i tempi, nel colorare i volti e le cose e farne musica. Questa poesia si fa profondità più nel leggerla e viverla che nello scriverla perchè nell’altro si completa.
Ecco perchè la metafora in poesia è espansione del cuore che si fa parabola. D’amare.

francesco nigri